Home Authors Scritto daRaffaele Visintin

Raffaele Visintin

177 Articoli 0 Commenti
Consulente aziendale in Seo, Web Marketing e social communication. Amministratore della società Buzz Marketing e autore del manuale "dalla A al Seo". Ideatore di "Seo Academy".

1 1731
Analisi e trucchi Seo

ANALISI DEL RANKING

Ora vediamo assieme come scoprire il nostro ranking e confrontarlo con i nostri competirors. Come per lo studio dei “Backlinks” e “ricerca organica”, Semrush ci permette un’analisi molto semplice ma interessante con pochi click:

  • clicchiamo su “Analisi dominio >> Dominio vs. Dominio
  • inseriamo i domini da monitorare

Di default possiamo mettere a confronto 3 domini ma, cliccando su “funzione avanzata”, saremo in grado di confrontare fino a 5 domini alla volta.

Il confronto poi potrà essere “customizzato” in base alle nostre esigenze scegliendo le metriche più adatte fra:

  • parole chiavi organiche;
  • parole chiavi a pagamento;
  • PLA;
  • visitatori da computer fisso (desktop) o da “mobile.
Analisi ricerca organica fra domini

Analisi ricerca organica fra domini

Nel nostro esempio abbiamo voluto comparare i nostri 5 siti in un’analisi che tenesse conto della competitiità delle “Parole chiavi organiche”; il vero obiettivo delle nostre azioni Seo.

Quello che otteniamo, con il report successivo, saranno tutte le maggiori parole chiavi indicizzate da Google per i singoli domini.

In questo modo potremo raggiungere due risultati:

  • conoscere delle parole chiavi interessanti da sviluppare anche per il nostro sito internet;
  • valutare per delle “keywords” importanti e usate da noi il grado di competitività con gli altri.

 

Estratto parole chiavi e competitors su Google

Estratto parole chiavi e competitors su Google

Inoltre Semrush ci permetterà di vedere quante parole chiavi interessano il nostro sito in confronto con il nostro competitors:

keyword e competitors

keyword e competitors


 

 

Per concludere crediamo che Semrush ci possa dare davvero una grossa mano nelle nostre analisi ed aiutarci a conoscere la migliore strategia possibile per il posizionamento del nostro sito internet.

Ovviamente, in queste 5 lezioni abbiamo analizzato le sue funzioni base ma, con un pò di pratica potrete personalizzare al meglio tutte le metriche in base alle vostre esigenze!

E’ arrivato il momento di agire! Buon lavoro e lasciateci un commento sui vostri progetti o su che cosa pensate! A presto.

0 2913
Analisi e trucchi Seo

LO STUDIO DEI BACKLINKS

Continuiamo a studiare i nostri concorrenti prendendo in considerazione un altro fattore indicato da Google come elemento determinante per l’indicizzazione di un sito internet: lo studio dei backlinks.

iniziamo l’analisi da “Analisi dominio >> Backlink” e verifichiamo il totale dei backlinks collegati al nostro dominio in esame.

Analisi dei Backlinks

Analisi dei Backlinks

In questo caso il nostro sito “trenino-rosso-bernina.it” non presenta molti link ma, nonostante questo “Gap” abbiamo potuto vedere il suo posizionamento ottimale sulle Serp di Google. Sicuramente un consiglio sarà quello di lavorare su questi collegamenti esterni per legittimare l’indicizzazione già presente e, se possibile, migliorarla.

Dal report qui sopra vediamo che l’intero sito presenta:

  • 15 Total backlinks
    • numero di links che puntano al sito in esame
  • Domini Referenti
    • numero di Domini che puntano all’url
  • IP Referenti
    • numero di IP che puntano al sito in esame
      • Questo punto è molto importante ed avere IP sempre differenti che puntano al proprio sito è obbligatorio; infatti se Google vede lo stesso IP, magari con domini differenti che genera molti link verso un sito si insospettisce e potrebbe penalizzare il nostro sito credendo che ci sia un “network di siti”, creati ad hoc per alterare i risultati delle serp. Attenzione! In questo caso la soluzione è una matrice di link!!
  • 14 follow link
    • Link che permettono allo spider di Google di seguirlo
  • 1 No follow link
    • Link che bloccano Googlebot a seguire il link (praticamente inutile per il posizionamento del nostro sito. Un consiglio potrebbe essere quello di chiedere al webmaster dello stesso di togliere il tag e permettere allo Spider di arrivare al nostro sito).
  • 15 text Link
    • link inseriti nel contenuto in modo organico e in modalità testuale
  • 0 frame link
    • link inseriti in un frame incorporato nel sito originario
  • 0 form link
    • Link inserito in un form di contatto
  • 1 image Link
    • Link presente su un’immagine cliccabile (potenzialmente un banner)

Conoscere la tipologia dei link è un ottimo strumento di analisi perchè, come sappiamo, Google predilige i link che derivano da contesti testuali cioè organicamente inseriti in un contenuto mentre non considera quelli espressamente commerciali.

Fino a pochi anni fa era usuale inserire delle pagine “partners” o “Link Amici” ma Google ha imparato a conoscerli e a non dare alcun “ranking” a backlinks di questo tipo.

Semrush però, oltre a fornirci questi dati molto interessanti, ci permette anche di conoscere le fonti dei backlinks con un report ad hoc che troverete sotto nella stessa pagina.

Nel nostro caso estrapoliamo qualche records dello stesso ed analizziamoli:

Analisi di Backlinks e page score

Analisi di Backlinks e page score

  • Page Score: definisce l’importanza della pagina secondo le metriche identificate di Google. Questa metrica va da 0 a 100 e, maggiore è il suo valore, maggiori le possibilità che il backlink venga digerito e premiato dal motore di ricerca. Avere dei link da siti con “page score” più elevati significa migliorare il proprio posizionamento organico.
  • Titolo e Url: ci indica il titolo (Meta Title) della pagina originaria e dove è presente questo backlink
    • avere dei link nella homepage di un sito (meglio se molto trafficata) è il nostro obiettivo; mentre avere un link su pagine non visitate o secondarie avrà un “Page Rank” inferiore
  • Testo Ancoraggio: esprime la parola chiave o la long tails che fa attivare il link
    • gli “anchor text” sono fondamentali per migliorare il posizionamento su diverse parole chiavi. Quindi, nell’esempio qui sopra, il terzo “Anchor text”, che corrisponde a “Trenino-Rosso-Bernina”, avrà un peso maggiore rispetto a “qui” perchè identifica una parola chiave in tema con il sito destinatario del collegamento.
  • Link interni- Link esterni: indica il numero di link in entrata e in uscita su quella pagina in cui è presente anche il link verso il nostro sito internet.
    • per ottenere il massimo, con un’azione di “link popularity”, è quello di trovare delle pagine che “linkano” al nostro sito e presentano un basso numero di link in uscita sulla stessa pagina.

Già questi dati ci possono dare molti spunti su come iniziare o potenziare una campagna di link popularity ma, secondo noi, conoscere anche quali siano i collegamenti dei nostri competitors può essere la soluzione per una crescita di questo elemento per il nostro sito.

Alla fine molti dei domini che si sono collegati ai nostri concorrenti potrebbero essere interessati anche al nostro prodotto.

BACKLINKS DEI NOSTRI CONCORRENTI

Per conoscere anche la condizione di “Link popularity” dei nostri concorrenti dovremo:

  • clicchiamo su “Analisi dominio >>Backlinks >> Confronto Backlinks”;
  • inserire 5 domini che vogliamo comparare la situazione “backlinks” (uno ovviamente sarà il nostro dominio di analisi”);
  • clicchiamo su “Compare” ed esaminiamo il nuovo report.
Comparazione backlinks fra competitors

Comparazione backlinks fra competitors

Nel nostro esempio abbiamo inserito i domini che, per ricerca organica, erano indicati come maggiori antagonisti per le stesse parole chiavi del nostro sito “www.trenino-rosso-bernina.ch”.

Ecco i risultati della nostra analisi:

Analisi backlinks secondo ricerca organica

Ora sappiamo come è sostanzialmente orientata la Serp di Google in base ai backlinks.

A questo punto possiamo esportare i dati o, cliccando su ognuno di essi estrapolare, come fatto precedentemente per il nostro, quali domini generano link per i nostri concorrenti.

Una volta individuati potremo pensare di contattarli e chiedere di poter essere linkati anche noi.

Nel tempo, attraverso un processo di medio periodo, potremo sensibilmente migliorare la nostra condizione di backlinks e il posizionamento sul motore di ricerca.

COSTRUZIONE DELLA LINK POPULARITY

Abbiamo appena ottenuto tutta una serie di dati molto interessanti riguardo i nostri concorrenti proviamo ad analizzarli:

  • clicchiamo su “bernina-express.com” (dobbiamo cliccare sul numero dei backlinks”
Analisi backlink di guide trenino rosso del bernina

Analisi backlink di guide Trenino Rosso del Bernina

In questo report generato, Semrush, ci mostrerà tutti i risultati ma, come come possiamo vedere da questo estratto (in ordine decrescente di page score) troviamo solamente una pagina con page score superiore al valore “1”.

Individuato un link interessante dovremo valutare se il sito collegante è a tema o magari sia di proprietà dello stesso amministratore del sito “bernina-express.com”; così facendo sapremo se contattarlo o meno.

  • clicchiamo ora su un altro concorrente “www.treninorosso.it”

Analisi backlink del sito trenino rosso

Anche in questo caso ci sono alcuni link interessanti e potremo sfruttare quei domini come generatori di collegamenti per il nostro sito contattando il webmaster.

Ovviamente il lavoro di “Link Popularity” deve essere fatto con un certo criterio e dovrebbe seguire i seguenti parametri:

  • tempo: mai creare troppi collegamenti in breve tempo; Google potrebbe mal digerirlo e penalizzarci pensando ad un tentativo “non organico” per l’alterazione della Serp.
  • tema: i link dovranno essere in linea con il tema del nostro sito. Link non tematici porterebbero solo una perdita di tempo e di trust rank
  • pagine che linkano: la tipologia delle pagine da cui vengono generati i backlink è fondamentale. Il consiglio è cercare partner che abbiano solamente pochi link in uscita (max 5-6 per pagina), in questo modo il trust del Link andrebbe ad accrescere.

0 2221
Analisi e trucchi Seo

ANALISI DEI NOSTRI CONCORRENTI

Nelle lezioni precedenti abbiamo fatto una prima analisi del nostro posizionamento in base alla ricerca organica e il trend di quella a pagamento ed abbiamo anche apprezzato l’opportunità di monitorare i nostri competitors in base a delle specifiche parole chiavi.

In questa lezione vediamo come definire i nostri concorrenti sulle serp di Google. Questa analisi sarà fondamentale per permetterci di conoscere con chi ci stiamo confrontando e, grazie alle analisi già esposte precedentemente, capire come si stanno muovendo e quale risultati abbiano già ottenuto.

Per comprendere quali siano i nostri reali concorrenti sulle Serp di Google l’analisi sarà molto semplice:

  • ritorniamo su “Analisi del dominio”;
  • inseriamo il nostro dominio da analizzare;
  • iniziamo a valutare questi nuovi grafici (in “Panoramica”).
Analisi competitors sulle serp di Google

Analisi competitors sulle Serp di Google

Come possiamo vedere dalla prima lista, il nostro dominio “www.trenino-rosso-bernina.it” ha come concorrenti principali i seguenti siti:

  • guidetreninorosso.it
  • bernina-express.com
  • trenino-rosso.com
  • treninorosso.it
  • rhb.ch
    • questo sito presenta una particolarità perchè rappresenta il sito ufficiale delle ferrovie retiche e quindi il portale di riferimento.

[sociallocker]Oltre ai primi cinque, come in altri report, potremo espandere l’analisi e vedere tutti i siti internet nostri concorrenti cliccando su “visualizza rapporto completo” o esportandolo ed analizzandolo con excel grazie all’utilizzo di filtri del foglio di calcolo.

Nel secondo grafico vediamo, in modo più intuitivo, una vera e propria mappa della concorrenza sempre tenendo in considerazione la ricerca organica dei vari portali.

Come possiamo notare tutti i 5 nostri “top competitors” sono posizionati nella parte centrale del grafico mentre il nostro in alto a destra mostrando, in modo inequivocabile, un posizionamento di assoluta leadership nella Serp del motore di ricerca.

Come abbiamo accennato sopra, il caso più ecclatante, è rappresentato con il confronto con il dominio “www.rhb.ch” che, rappresentando il sito ufficiale del Trenino Rosso del Bernina, dovrebbe rappresentare il miglior risultato mentre, al momento, non è così!

Infatti basta guardare il  grafico sotto (siamo solamente andati con il mouse sul sito delle ferrovie retiche) per vedere le differenze.

Sito ufficiale della Ferrovia Retica su Google

Sito ufficiale della Ferrovia Retica su Google

Il sito presenta un traffico di 4.9k e solamente 352 parole chiavi in cui il dominio è inserito nelle prime 20 posizioni di Google. Il nostro sito invece presenta i seguenti risultati:

Analisi parole chiavi sulle Serp

601 parole chiavi in cui il sito “www.trenino-rosso-bernina.it” è fra le top 20 del motore di ricerca e un traffico che raggiunge la quota di 30.9K.

Da questa piccola analisi abbiamo potuto apprezzare la forza di competizione del nostro sito analizzato.

Ma qual’è la distribuzione di tutte queste parole chiavi che Semrush individua per il nostro dominio? Come sono posizionate?

Attraverso il suo report vediamo la situazione.

Distribuzione delle parole chiavi sulle Serp di Google

Distribuzione delle parole chiavi sulle Serp di Google

  • Quasi il 60% delle parole chiavi collocano il nostro sito dalla prima alla terza posizione (319 parole chiavi)
  • 85 parole chiavi sono fra la 4 e la decima posizione
  • 197 sono in seconda pagina di Google

Da questa analisi possiamo quindi asserire che quasi i due terzi delle keywords si trovano sulla prima pagina del motore di ricerca (319 + 85).

[/sociallocker]

0 1711
Analisi e trucchi Seo

ANALISI A PAGAMENTO PPC (PAY PER CLICK)

Oltre alle funzioni precedentemente esaminate abbiamo anche la possibilità di conoscere se qualche nostro “competitors” abbia investito risorse su una o più parole chiavi con campagne a pagamento.

Quest’analisi ci permetterà di:

  • conoscere le mosse del nostro competitors su una specifica parola chiave;
    • vedendo gli annunci pubblicati sapremo valutare le scelte commerciali e la spinta che il competitors ha utilizzato nel suo annuncio Adwords;
  • conoscere la tipologia di annuncio utilizzato;
    • potendo leggere l’annuncio, utilizzato in passato, possiamo vedere su quale leva ha basato la sua strategia marketing (prezzo, benefits, posizione geografica etc.);
  • conoscere la strategia commerciale del competitors.

Con Semrush questa analisi, molto interessante, è assolutamente semplice e ci vorranno solamente pochi click:

  • clicchiamo su “Cronologia Annunci” (Analisi Keyword>>Cronologia Annunci);
  • scegliamo la parola chiave da analizzare;
    • la parola chiave che ha, nel passato, attivato l’annuncio dell’inserzionista di Adword su Google;
  • confrontiamo i dati ottenuti e vediamo gli annunci.
Analisi annunci su Adword con Semrush

Analisi annunci su Adword con Semrush

 

Nel nostro esempio abbiamo scelto la parola chiave: “trenino rosso del bernina” e analizzato il mercato dal mese di dicembre 2014.

In questo periodo possiamo subito notare che “tiranobb.it”, “bed-and-breakfast.it” e gli altri due hanno attivato degli annunci.

Andiamo ora ad analizzarli:

  • sul calendario presentato da Semrush troveremo dei numeri neri su sfondo azzurro;
  • clicchiamo sui numeri per l’anteprima dell’annuncio utilizzato.
analisi annunci Adword con Semrush

Analisi annunci Adword con Semrush

Ed ecco, in pochi secondi, tutta la spinta commerciale dei nostri concorrenti per una specifica keyword o long tail. Annunci diversi nel contenuto e stile che pongono l’attenzione del visitatore su uno o più vantaggi….magari anche una nostra campagna su Adword potrebbe prendere spunto da questi.

Ma vediamo come questi competitors si sono mossi e su cosa abbiano puntato (o almeno secondo una nostra valutazione):

  • tiranobb (portale dei bed and breakfast di Tirano, capolinea italiana del trenino Rosso del Bernina)
    • il “Serv. Biglietti” (servizio) è un servizio supplementare che in questo caso il bed & breakfast offre ai suoi clienti (+ benefits ad un prezzo basso)
  • treninorosso.it (agenzia di viaggio e tour operator locale)
    • promozione che lavora sulla leva dell’emozionalità delle Alpi Svizzere
  • bed-and-breakfats.it (portale di bed and breakfast)
    • vasta offerta e leva del prezzo per ottenere maggiori clicks

Dopo pochi minuti abbiamo iniziato a conoscere la spinta delle campagne a pagamento con Adword dei nostri concorrenti. Ma in questo caso abbiamo analizzato solamente 1 parola chiave che ha attivato l’annuncio. E se volessimo conoscere tutta la loro strategia con il PPC, analizzando tutte le parole chiavi utilizzate?

Nessun problema, Semrush lavorerà per noi!

Cliccando su uno dei risultati (sopra il dominio del competitors) presenti sopra, la piattaforma, ci darà un ulteriore rapporto con tutte le principali keyword utilizzate in Adword, i costi dei click presunti nel periodo considerato e gli annunci.

Guarda il nostro esempio con treninorosso.it

Analisi Adword dei competitors

Analisi Adword dei competitors

Ora non ci resta che studiarci i risultati ma in un contesto di “trasparenza” e sicurezza di dati…così non spareremo più nel buio con le nostre campagne a pagamento ma sapremo, in anteprima, come muoverci e quale sia il livello di competitività dei nostri concorrenti nei vari periodi dell’anno.

Per coloro che già lavorano con Adword sapranno che gli annunci testuali sono solamente una delle possibilità nelle campagne PPC e molti inserzionisti preferiscono utilizzare forme come il “Video Advertising” e il “Display Advertising“.

In questo caso il processo rimane lo stesso, basterà cliccare sempre sulla colonna a sinistra per trovare anche questi report.

 

 

0 3542
Analisi e trucchi Seo

Abbiamo più volte parlato dell’importanza di analizzare il nostro sito internet e renderlo maggiormente “appetibile” per Google e gli altri motori di ricerca.

Oggi vedremo assieme, passo per passo, quali siano le analisi da fare per ottimizzare il proprio sito internet, valutarne lo stato di salute e monitorare i nostri concorrenti, altro passo decisamente importante, per una crescita organica sulle Serp.

Per le analisi delle Serp scegliamo SEMRUSH

Per la nostra analisi abbiamo deciso di utilizzare una piattaforma, fra le più affidabili in Italia e sicuramente fra le più complete: Semrush.

Non a caso Semrush è una piattaforma fra le più utilizzate dalle web agency nazionali ed internazionali.

Ma per capire quanti spunti possiamo ottenere  e quali opportunità possa garantirci andiamo subito a progettare una vera analisi sul campo di un sito “informativo” che viene seguito da Buzz Marketing.


 

I FASE: ANALISI DEL DOMINIO

Per prima cosa andiamo a definire, sulla piattaforma, quale sia il dominio da analizzare; nel nostro caso sarà “www.trenino-rosso-bernina.it“, un sito internet dedicato all’informazione sul “Trenino Rosso del Bernina“, patrimonio dell’Unesco e progetto di due amici di Buzz Marketing: Silvio e Francesca.

Analisi Seo Panoramica dominio con Semrush

Analisi Seo Panoramica dominio con Semrush

Inserito il dominio, sul quale vogliamo basare la nostra analisi, andiamo a cliccare su “cerca” e lasciamo lavorare la piattaforma.

Fra le opzioni che possiamo scegliere, per filtrare la nostra analisi, possiamo considerare due aspetti:

  • su quale serp nazionale basare la nostra ricerca (Google.it, Google.de, Google.fr etc);
    • come sappiamo il posizionamento tiene conto di varie Serp nazionali e locali: conoscere il nostro target, la nazionalità del visitatore e lavorare sul posizionamento specifico ci permetterà di scalare, in modo “organico” e progressivo, le posizioni in più nazioni.
  • se l’analisi debba tener conto dei visitatori del sito “Mobile” o “Desktop.
    • conoscere i dati per i visitatori “mobile” e “desktop” ci permetterà di migliorare eventuali “coni di bottiglia” del nostro sito e capire l’affidabilità del sito in contesti fissi e mobili. Ricordiamoci che, se il sito non è “mobile friendly”, Google potrebbe penalizzarlo. (Verifica lo stato del tuo sito da qui)

Dopo pochi secondi Semrush ci restituirà tutta una serie di dati strutturati che, nel proseguo della nostra analisi, andremo ad analizzare ed apprezzare.

RICERCA ORGANICA O A PAGAMENTO (PPC)

I primi dati che il tool ci restituisce sono legati alla tipologia di ricerca che contraddistingue il dominio e la sua forza a livello di backlinks (cioè di link esterni che vengono indirizzati verso il nostro sito da analizzare). In questo caso avremo a disposizione la situazione attuale delle ricerche, tramite Serp, del nostro sito distinguendole fra:[sociallocker]

  • Ricerca organica.
  • Ricerca a Pagamento (tramite campagne di Adword).

 

Ricerca organica di un sito internet con analisi Semrush

Analisi della ricerca organica o PPC con Semrush

Il nostro sito, come si vede dall’immagine, non beneficia di campagne a pagamento e, il traffico generato da “pay per click” è quindi pari a zero. Quello che balza agli occhi immediatamente è il forte traffico generato da “ricerca organica” che coinvolge oltre 600 parole chiavi già indicizzate da Google nel suo database e che, vedono il dominio “www.trenino-rosso-bernina.it”, nelle prime 20 posizioni della Serp.

Un secondo spunto è il numero molto limitato di backlinks presenti. Nonostante il numero di link sia uno dei fattori che Google e gli altri motori di ricerca indicano come “elemento primario”, per la crescita nelle Serp, in questo caso è solamente un aspetto secondario e sembra ininfluente.

Analisi trend di ricerca organica nelle Serp

Analisi trend di ricerca organica nelle Serp

Anche il trend del sito internet (in grafico) ci dimostra come il nostro sito abbia generato, nel tempo, un interesse sempre più spiccato grazie ai contenuti e non abbia necessitato di campagne a supporto per posizionarsi nell’elite di nicchia del prodotto.

Il “Trenino Rosso del Bernina”, facendo parte del Patrimonio dell’Unesco, è molto ambito da agenzie sia italiane che internazionali e un collocamento in prima pagina, per questo prodotto, è davvero un ottimo risultato.

PAROLE CHIAVI, POSIZIONAMENTO SULLA SERP

Iniziamo ad approfondire come prima analisi del dominio e controllare quali siano le “parole chiavi” che contraddistinguono, nella Serp, il nostro progetto.

Parole Chiavi - Semrush

Parole Chiavi – Semrush

In questo caso Semrush ci mostra le prime parole chiavi associate al dominio analizzato, la posizione media sulla Serp di Google ed eventualmente il costo di quella specifica parola chiave o “long tail” in caso di una campagna con Adword.

Anche questo “report” potrà essere esportato per un’analisi offline in versione “Excel” o “Csv”. Opzione molto interessante per poter lavorare con ulteriori filtri personalizzati sul foglio di dati generato.

Queste, come detto, sono solo alcune delle parole chiavi indicizzate per il sito e, volendo, possiamo visualizzare il “report completo” per avere una visione “analitica” e non solamente “sintetica”del nostro progetto.

Per comprendere meglio i dati che la piattaforma ci fornisce apriamo assieme il report e scegliamo un record per analizzarlo assieme.

Analisi parole chiave con SemRush

Analisi parole chiave con SemRush

In questo caso la parola chiave di riferimento è “trenino rosso del bernina”, una long tail che rappresenta presumibilmente la query perfetta per chi voglia provare questo servizio. Questa “Focus Key”, con alta competizione, è stata digerita perfettamente da Google che, addirittura, posiziona il nostro sito in esame al primo posto della sua serp italiana.

Ma vediamo quali altri spunti ci garantisce questa analisi parziale del record con Semrush:

  • Parola chiave: trenino rosso del bernina
  • Posizionamento: 1 posizione
  • Volume: 6600
    • numero medio di “query” di ricerca per questa parola chiave negli ultimi 12 mesi
  • CPC (USD): 1,14 $
    • Costo medio pagato dagli inserzionisti per un click utente su un annuncio attivato per questa “parola chiave”
  • URL: qual’è la pagina che ha generato un’indicizzazione per questa parola chiave in oggetto
  • Traffico: 10.04%
    • percentuale di traffico generato grazie a questa “Long Tail”
  • Com.
    • concorrenzilità di questa parola chiave fra gli inserzionisti (1 valore massimo)
  • Risultati: 196.000
    • numero complessivo di risultati organici che vengono generati sulla Serp di Google con questa parola chiave
  • Trend: indica le richieste di questa parola chiave durante l’arco dell’anno

Cliccando poi sul record da analizzare Semrush ci restituirà ulteriori dati analitici sulla ricerca.

Trend delle parole chiavi nelle serp

Trend delle parole chiavi nelle serp

Il Trend

Attraverso questo grafico potremo sapere quando la nostra “Parola Chiave” è maggiormente richiesta (nelle query di Google) durante l’anno e il suo grado di competitività.

Infatti, se analizziamo il mese di giugno, il valore raggiunge un livello di competizione dello 0,99 (massimo è 1) ed andare a confrontarci in quel mese, per questa long tail, potrebbe essere davvero molto complicato o quasi impossibile se non con campagne PPC.

Nel nostro caso, il sito in analisi, non presenta questa difficoltà ma immaginiamo di volerci posizionare con la stessa parola chiave anche su un nostro nuovo sito; la scalata nella Serp di Google sarebbe molto improbabile.

Meglio aspettare verso fine anno per iniziare un lavoro sui contenuti che comprendono questa “Focus Key” e raccogliere i primi frutti, del nostro lavoro Seo, nell’anno successivo.

Ma allora cosa dobbiamo fare se tutte le parole chiave, per cui vogliamo posizionare il nostro sito internet, sono altamente competitive?

La soluzione è molto semplice e Semrush ci aiuterà a raggiungere questo obiettivo.

Basterà controllare i dati dei due grafici successivi (presenti nella stessa pagina della piattaforma) per trovare delle “keywords correlate” o con “corrispondenza a frase” per trovare un punto di partenza per la stesura dei contenuti ed iniziare la nostra indicizzazione su una specifica keyword.

Corrispondenza a frase di parole chiave

Corrispondenza a frase di parole chiave

Per capire meglio quanto abbiamo detto, analizziamo i primi dati ottenuti. Se vediamo, ad esempio la parola chiave “il trenino rosso del bernina” ha un numero nettamente inferiore di ricerche ma presenta due vantaggi:

  • è una long tail che comprende anche la parola chiave primaria che vogliamo indicizzare (trenino rosso del bernina)
    • in questo caso la serp si modifica grazie all’inserimento dell’articolo “il”
  • il livello di competitività nell’anno ci dà maggiori margini confrontando i trends.

 

Il trend per una specifica keyword

Il trend per una specifica keyword: “il trenino rosso del bernina

 

Vediamo i dati in una tabella per essere maggiormente chiari:

Comparazione di due parole chiavi

 

Come vediamo, nonostante anche la seconda soluzione presenti una competitività elevata, avremo un maggior margine di movimento e di successo per la nostra azione di posizionamento organico.

La console di Semrush ci fornisce, attraverso il suo tool, un report più che completo di possibilità fra “corrispondenze a frase” e “parole chiavi correlate” ma, a volte, il confronto con il “suggest” di Google o Google Trends può essere consigliato per ottenere delle delle metriche diverse con parole chiavi magari tralasciate dalla piattaforma.

Allora per conoscere il grado di competitività di una o molte keywords consigliamo di utilizzare la funzione “Keyword difficulty” che si trova nella barra a destra.

In questo caso basterà inserire le parole chiavi, alle quali vogliamo controllare il grado di competizione, e il gioco è fatto!

Questa funzione ci permetterà di verificare fino a 100 parole chiavi alla volta; un ottimo tool per risparmiare tempo ed avere immediatamente dei dati analitici in mano.

Livello di competizione di una keyword

Livello di competizione di una keyword

[/sociallocker]

0 1627
Website Card di Twitter

Website card di Twitter

Quando vogliamo iniziare una campagna di web marketing uno degli errori più comuni è collocare tutto il budget a disposizione solamente su un canale senza conoscere a fondo la sua redditività.

Qualche volta questa strategia porta ugualmente al successo ma, nella maggior parte dei casi, le conversioni non sono soddisfacenti e portano al fallimento dell’operazione marketing.

La soluzione migliore rimane quella di ripartire le risorse fra più canali e poi valutare quale di questi garantisce il miglior tasso di conversione riposizionando il budget sui canali migliori.

Un canale, che viene spesso sottovalutato, soprattutto per chi si affaccia su questo mondo della comunicazione in rete, è il PPC di Twitter, visto ancora con diffidenza rispetto all’email marketing o alle sponsorizazioni su Facebook.

Vediamo ora come impostare delle “Website Card” per generare traffico verso il proprio sito internet ed aumentarne le conversioni in termini di iscrizioni o vendite di prodoti o servizi.

Le Website Card di Twitter

Fra le opportunità di Twitter vi presentiamo le Twitter Website Card che, secondo dati ufficiali della piattaforma, garantiscono un tasso di conversione superiore del 40% rispetto ai tradizionali tweet con Link.

Come per tutte le campagne di Pay per Click andremo a pagare solamente quando un visitatore cliccherà sull’annuncio ed atterrerà sul nostro sito internet e non per le “visualizzazioni” dello stesso nei vari profili degli utenti.

Le website card sono composte principalmente da 4 elementi principali:

  1. un Tweet, dove metteremo in evidenza i nostri servizi o prodotti e indicheremo le ragioni per scegliere proprio noi. Dobbiamo ricordarci che si ragiona sempre in termini di “bisogni reali” di chi leggerà l’annuncio. Solamente soddisfacendo un bisogno saremo in grado di aumentare le nostre conversioni e raggiungere il nostro obiettivo;
  2. un’immagine per enfatizzare il nostro prodotto o servizio o che enfatizzi l’interesse del lettore;
  3. una breve descrizione e il link al nostro sito internet o ancor meglio verso una Landing Page ottimizzata;
  4. una Call to Action efficace per catturare il lettore del nostro “tweet sponsorizzato” Esempio: “Compra Ora”, “Iscriviti subito” etc..
Website card di Twitter

Website card di Twitter

Creiamo la nostra prima Website Card

Compresa la struttura del tweet andiamo a creare la nostra Website Card. Vediamo assieme tutti i passaggi.

  1. Accediamo all’area dedicata agli annunci sponsorizzati di Twitter. Vai alla piattaforma di Twitter.
  2. Selezioniamo “Crea nuova Campagna”
  3. Clicchiamo su “Sito Web o Conversioni”

A questo punto non ci resterà che scrivere il nostro testo (massimo 140 caratteri), inserire la nostra immagine con una grandezza di 800px di larghezza per 320 di altezza.

Oltre a queste impostazioni dovremo inserire la nostra intestazione (fino a 70 caratteri) che ci servirà per incentivare il lettore all’azione e decidere quale “Call to Action” inserire per l’annuncio.

A questo punto, salvando il tutto, potremo andare a gestire una seconda fase, in cui ottimizzare i filtri e profilare il nostro target scegliendo fra:

  • Aggiungere Parole chiavi: in questo modo andremo a profilare gli utenti in base alle loro attività sulla piattaforma; infatti Twitter attiverà il nostro annuncio sponsorizzato ogni qual volta un utente cercherà queste parole nel motore di ricerca interno; un pò come AdWord di Google quando un visitatore utilizza una query di ricerca. Infatti, come Adword, permette anche l’uso di diverse corrispondenze per targhetizzare al massimo la ricerca (corrispondenza “frase””esatta” o “negativa” per esclusione di termini)
Annuncio sponsorizzato in Twitter

Annuncio sponsorizzato in Twitter

  • Aggiungi Follower: con questo filtro potremo inserire dei specifici follower come filtro a cui far vedere i nostri annunci. Potrebbe essere una scelta consigliata se conosciamo degli “influencer” che potrebbero retwittare il nostro contenuto e far sì che la cassa di risonanza dell’annuncio aumenti in modo virale.
Website Card-aggiungi follower

Website Card-aggiungi follower

  •  Aggiungere interessi: funzione molto interessante se non conosciamo i trend delle parole chiavi utilizzate su Twitter e tematiche con il nostro business. Scegliendo poi fra le “categorie consigliate” saremo in grado di profilare per segmenti i nostri possibili lettori dell’annuncio.
Website Card- aggiungi interessi

Website Card- aggiungi interessi

Aggiungere Tailored Audiences: ci permetterà di usare delle liste di email che già possediamo e di cui sappiamo che appartengono ad utenti già presenti su Twitter. Funzione molto utilizzata per il “local marketing”.

Website Card-Tailored Audiences

Website Card-Tailored Audiences

  • Aggiungere targeting Tv: targetting molto sviluppato in USA ma limitato in Europa e, in particolare in Italia.
  • Aggiungere comportamenti
  • Aggiungere targeting per eventi: l’annuncio verrà mostrato a chi ricercherà un evento specifico nelle query di Twitter.

 

Qui sotto un video di pochi minuti per impostare assieme una “webside card” su Twitter”

Bene non ci resta  che provare. Ovviamenteprima di consigliarvi questa strategia per le campagne marketing la abbiamo testata con un budget molto ridotto di 5,00 € ed abbiamo ottenuto quasi 20 nuove iscrizioni a Seo Academy in sole 8 ore dall’attivazione dell’annuncio. Direi che potremmo ritenerci soddisfatti!

2 1695
Facebook Live

Live, lo streaming su Facebook

Finisce l’estate ma l’autunno sembra molto caldo nel mondo dei Social Network e soprattutto nell’emisfero di Zuckenberg.

Infatti è notizia di pochi giorni fa l’uscita della nuova funzione “live”, una novità dedicata ai personaggi pubblici per condividere dei contributi in “streaming” con i propri fans. Un vero e proprio hangout dove incontrare il proprio pubblico ed aumentare le interazioni e il loro brand.

Già molti i personaggi che hanno potuto usufruire di questa funzionalità come gli sportivi Ricardo Kakà, la tennista Serena William e i cantanti Michael Bublè e Ricky Martin.

Secondo fonti interne di Facebook, “Live”, rappresenta una vera e propria novità nel settore, anche se crediamo che questo nuovo progetto rappresenti quasi una scelta “obbligata” per non perdere terreno con dei nuovi rivali quali Periscope, Meerkat e Vine, in costante ascesa nel “live-video”.

Un’altra differenza sostanziale, con i servizi concorrenti, è la durata della vita della clip; infatti con “Facebook Live” i video possono essere visti anche in un secondo momento per permettere di godere di un contributo anche senza aver seguito la diretta in streaming.

Da uno studio di Global Web Index infatti gli utilizzatori dei vari Periscope, Vine e Meerkat hanno un account sulla piattaforma di Zuckenberg e l’entrata in scena di “live” potrebbe davvero ridurre, in modo drastico, l’interesse per queste applicazioni sociali anche se, le stesse, non prevedono restrizioni nelle realizzazioni “in streaming” fra personaggi pubblici e non.

Secondo voi, l’aver predisposto “Live” solamente per personaggi pubblici non vi sembra una nuova evoluzione commerciale del social network a favore di nuove forme di promozione del proprio brand?

A lato utenti, come noi, quale grande vantaggio porterà “Live” in questa versione riservata all’elite?

0 3486
Google, scelta delle parole chiavi

Le parole chiavi strategiche

Una delle fasi maggiormente difficili, nella progettazione e messa online di un sito internet, è la scelta delle “parole chiavi strategiche” su cui posizionarsi sul motore di ricerca.

Per iniziare questo processo dobbiamo innanzitutto rispondere a due semplici, ma mai banali domande:

  • a chi mi stò rivolgendo? – sarà il nostro target;
  • Come posso aiutare gli utenti a risolvere i loro problemi- identificheranno i nostri contenuti.

Per rispondere a questa prima esigenza faremo una prima “indagine di mercato” sulla rete che ci permetterà di iniziare a capire quali siano i potenziali canali di sviluppo del nostro progetto.

Per poterlo fare, in modo corretto, dovremmo innanzitutto essere in grado di possedere le seguenti informazioni e qualità:

  • conoscere approfonditamente l’argomento che andremo a sviluppare;
  • quali siano i “contenuti” già presenti sul web per questo specifico tema.

Esempio PRATICO

Siamo delle guide storiche o appassionati di Roma e vogliamo entrare in rete con un sito internet informativo sulla città eterna. La prima azione da fare sarà una “fase di analisi” andando a ricercare quante più informazioni possibili su potenziali “competitors” (sono solo alcuni esempi):

  • forum su Roma;
  • canali Youtube dedicati alla città;
  • canali di Twitter;
  • eventuali directory dedicate
  • portali o siti internet presenti con parole chiavi strategiche come “Roma”, “turismo a Roma”, “monumenti a Roma” etc.
  • Blog

Una volta compresa tutta l’offerta (o la principale) sull’argomento sarà il momento di analizzare, in modo obiettivo, tutte le debolezze “palesi” di questi contenuti.

Il nostro scopo sarà quello di trovare delle “Nicchie di mercato” da poter far esplodere sulla rete e non proporre degli argomenti o contenuti che non presentino alcuna innovazione e che siano “copie moderene” di altri prodotti già presenti e, soprattutto, già posizionati bene su Google, che ci impedirebbero l’indicizzazione necessaria nel breve-medio periodo.

Analizzato preliminarmente il “potenziale mercato” potremmo iniziare la nostra “Mission” e colmare il “Gap” che abbiamo scoperto attraverso la nostra analisi.

Certamente, dopo anni che siamo presenti in rete, con la nostra personale “firma”, questa operazione è abituale ma, se non siamo ancora conosciuti sul web, l’azione più importante è un’altra: farci conoscere ed aumentare la nostra “autorship”, cioè farci considerare “esperti” di una specifica tematica.

Questa operazione è molto importante e può aiutare a portare al successo o al fallimento il nostro progetto. Per questa fase ci vogliono due elementi (+1) imprenscindibili:

  • tempo;
  • costanza;
  • (+1) tanta ma tanta pazienza..i risultati non arrivano in pochi giorni!

La rete non regala nulla, tranne in qualche eccezione e, se anche noi vogliamo tagliarci la nostra fetta di mercato, dobbiamo aumentare la conoscenza della nostra firma o brand. Come possiamo fare?

Iniziamo a trovare degli “spazi comunicativi” cioè dei portali, blog, pagine di Facebook, forum di settore, pagine di Linkedin etc. che ci permettano di scrivere e mostrare il “nostro sapere” sull’argomento principe del progetto.

In questo modo, al lancio del nuovo sito internet, il nostro nome sarà già stato digerito da Google e dagli internauti e, per la rete, non saremo considerati come degli sconosciuti.

Ci sentiamo di darvi un avvertimento per evitare di aumentare il numero dei progetti “fallimentari” che contraddistingue quasi il 60% di chi si affaccia a questa fase per la prima volta: in questi “spazi comunicativi” non si fa spam, non si vende nulla e non si parla a livello “commerciale” in ottica del nostro progetto; in questi portali o forum si “regala” valore, il valore della nostra conoscenza e basta!

Inoltre, grazie a questa fase, andremo a conoscere molti “potenziali” visitatori interessati al nostro futuro progetto e non solo; saremo in contatto con molti “influencer” della rete che potranno essere nostri alleati nel lancio progettuale.

Oltre a queste due ragioni la fase di “parteciapzione attiva” alla rete ci permetterà di comprendere e raccogliere informazioni su quali siano i “bisogni reali” degli utenti interessati al nostro argomento e proporre poi, nel nostro progetto” le soluzioni digitali più adatte! Questo è il “core” del Seo! Infatti leggendo i commenti degli utenti capiremo davvero che cosa possa far la differenza per loro.

Se può esservi utile un piccolo “blocknotes” per annotare le prime fasi di analisi. Scarica il documento

ANALISI DELLE PAROLE CHIAVI

[sociallocker]Dopo aver analizzato il mercato ed eventuali “competitors”, ed esserci fatti conoscere sulla rete, iniziamo il nostro percorso per la progettazione del sito internet ricercando le parole chiavi che identificheranno il nostro “business” e ci serviranno per posizionarci su Google, Yahoo o Bing.

Prima di iniziare la nostra analisi delle Keywords dobbiamo fare una considerazione molto importante rispetto al cambiamento che ha colpito Google negli ultimi anni.

Infatti, fino a pochi anni fa, si cercava di creare dei contenuti ottimizzati per un sito in base a delle “keywords” secche, cioè formate da una sola parola mentre oggi dovremo considerare anche le cosidette “long tail”, cioè delle frasi composte da più parole chiavi.

Esempio siamo una casa vinicola che vende vino rosso:

Passato: mi posizionavo con la parola “vino”

Oggi: cerco posizionamento per “vino rosso da tavola”, “vino rosso Toscana” etc.

Perchè non si ottimizza più per una parola chiave singola? Principalmente i motivi sono tre:

  • il target sarebbe troppo assortito e vasto e senza una vera profilazione di potenzial visitatori. Questa condizione mi porterebbe magari molto traffico ma tassi di conversioni molto bassi e tassi di rimbalzo (abbandono della pagina) sempre più elevati;
  • ci vorrebbe troppo tempo per posizionare la pagina a cospetto di altri siti o portali già saldamente ottimizzati per la stessa e con una storicità del dominio migliore della nostra (sappiamo che Google considera, come fattore Seo, anche la storicità del dominio; nel senso che un sito storico ha un vantaggio rispetto un nuovo dominio);
  • sulla parola chiave “secca” avremo molta più concorrenzialità con tutti i problemi del caso (maggiori investimenti nel tempo ed economici per il posizionamento).

Ma quali strumenti utilizzare per trovare le nostre parole chiavi in base al possibile target?

Sulla rete c’è ne sono molti oggi ne vediamo alcuni che ci garantiranno una buona base di studio per il nostro sito internet basandosi sulle ricerche “reali” dei nostri potenziali visitatori:

Google Trends: ci permetterà di capire l’interesse di una parola chiave nel tempo. Utilizzando i suoi filtri potremo anche segmentare il pubblico in base geografica, in base al motore di ricerca o Youtube e capire i “trends” del momento, cioè gli “hot key”. Ulteriore filtro è quello “per categoria” che ci sintetizzerà una ricerca in base ad un interesse e ci permetterà di profilare ulteriormente il nostro target.

Ubersuggest: quando noi facciamo una ricerca su Google, dopo aver digitato le prime lettere della keyword, il motore di ricerca, con il suo “Suggest”, ci consiglierà alcune “query”. Ubersuggest estrapolerà per noi tutti i suggest di Google e li categorizzerà in ordine alfabetico e in ordine di importanza dandoci, in modo chiaro e veloce, una prima idea delle “long tail” da utilizzare nell’ottimizzazione delle nostre pagine.

Keywordbuzz: un vero e proprio pianificatore delle parole chiavi che ci permetterà di estrapolare  le “chiavi” più cercate su “Google Search”, Youtube e “Google News”. Questo tool inoltre ci fornirà la possibilità di vedere se esista un dominio libero in base alle parole chiavi ricercate.

Adwords: lo strumento di Google che ci permette, attraverso il suo “pianificatore di parole chiavi”, di vedere i volumi di traffico e di scoprire molte “long tail” o parole chiavi complementari da poter utilizzare nel nostro progetto. Importante utilizzare dei filtri per profilare la ricerca.

Keyword tool di Youtube: strumento simile ai precedenti ma che ci permetterà di conoscere tutto quanto viene ricercato su Youtube e, inserendo l’url o Id di un video, ci presenterà tutte le parole chiavi che hanno portato traffico a quel specifico video.

Chart di Youtube: funzione interessante per trovare tutti i video dedicati ad uno specifico argomento. Utile tool per monitorare i possibili concorrenti al nostro prossimo progetto online, soprattutto se comprenderà anche delle sezioni video.

Topsy: strumento online molto utile per conoscere, in base alla nostra parola chiave, tutti i “tweet” o “post” rispettivamente su Twitter o Google+. In questo modo avremo una visione d’insieme del movimento “social” della nostra keyword.

Check Username: strumento fantastico per capire, in base alla nostra “Focus Key”, su quali social network è ancora libera. Facciamo un esempio: se vediamo che la nostra parole chiave o “long tails”:  Seo Academy è ancora libera su Blogger oppure Vimeo o LinkedIn etc potremmo pensare di aprire una pagina con tale keyword come “nome” ed ampliare la nostra presenza sul web.

Questi sono solo alcuni esempi per la ricerca e pianificazione delle parole chiavi ma ci permetteranno di avere dinnanzi a noi davvero che cosa chiede l’utente finale. La pianificazione è l’unico modo per il successo del nostro progetto online!

 

[/sociallocker]

0 3392
Il codice monitoraggio di Google

Google Analytics: le basi

Iniziamo ad analizzare lo strumento principe per il monitoraggio del nostro sito internet: Google Analytics.

In Seo Academy abbiamo imparato quale sia l’importanza delle analisi nelle nostre attività di web marketing e Google analytics, essendo un prodotto di Google (il motore di ricerca più importante a livello globale), rappresenta uno strumento imprescindibile per chi si affaccia in questo settore.

1- Iscrizione a Google Analytics e prime operazioni.

  • La prima operazione da fare sarà l’iscrizione alla piattaforma (iscriviti) o, se già membro, il login alla dashboard seguendo le istruzioni che a video vengono richieste dallo stesso Analytics. Ci verrà anche richiesta la conferma (nel caso di nuovo account) della nostra email.
  • Una volta iscritti dovremo creare una “proprietà”. Le proprietà rappresentano la posizione alla quale verranno inviati i dati e nella quale verranno impostate le visite al nostro sito internet o applicazione mobile.
  • Ultimate le prime due operazioni andremo a impostare il “monitoraggio web” o il monitoraggio delle nostre applicazioni.
Google Analytics- login

Google Analytics- login

Google Analytics - nuovo account

Google Analytics – nuovo account

2- Le Proprietà in Google Analytics

Iniziamo a creare le proprietà del nostro monitoraggio in Google Analytics. Per fare questo saranno necessarie 3 semplici operazioni:

  • Andiamo su Amministrazione
  • Clicchiamo su “Nuovo Account” o “Crea Nuova proprietà”
  • Inseriamo i dati richiesti e l’url del nostro sito internet o applicazione di cui vogliamo fare il monitoraggio.
    • Il nome del dominio può essere preceduto da “http” oppure “https” ma non deve essere seguito da nessun altro carattere.
    • Esempio corretto: http://www.nostrodominio.it
    • Esempio sbagliato: http://www.nostrofominio.it/
    • E’ importante anche impostare il fuso orario per i rapporti perchè questo fattore influirà sulla gestione dei rapporti statistici di Google Analytics.
    • Ricorda che se il tuo account di Google Analytics è collegato ad un account di “AdWords” il fuso orario sarà impostato in modo automatico considerando primario quello impostato nel pay per click.
  • Accettiamo le condizioni di Google Analytics sulla privacy e condizioni d’uso
  • Richiediamo il codice di monitoraggio che ci permetterà di collegare il nostro sito internet ad analytics.

*consigliamo una visione a 720HD del video.

0 5408
Il codice monitoraggio di Google

Codice di Monitoraggio

Nella lezione precedente abbiamo impostato la nostra “proprietà” su Google Analytics ed ottenuto il codice di monitoraggio che ci permetterà di collegare il nostro sito internet o applicazione mobile alla console di Google. vediamo ora assieme come implementare il codice al nostro sito internet.

Implementazione del codice di monitoraggio di Google Analytics

Per questa operazione abbiamo due soluzioni equivalenti:

  1. aggiungiamo al nostro sito internet il “Tag” di Google Analytics attraverso il “Tag Google Manager”.
  2. implementiamo il codice ottenuto direttamente nel codice html di ogni pagina del sito internet che vogliamo monitorare.
Codice di Monitoraggio di google Analytics

Codice di Monitoraggio di google Analytics

Per chi utilizza dei CMS come WordPress o Joomla l’implementazione del codice è ancora più semplice attraverso l’utilizzo di plugin già sviluppati per questa funzione (es. Seo WordPress di Yoast) con i quali sarà possibile inserirlo copiando il solo codice in “php” una volta o direttamente la “id monitoraggio:UA-xxxxxxx-1” .

Tag Manager -le basi

Come abbiamo visto possiamo utilizzare anche questa soluzione, offerta da Google, per includere il codice di monitoraggio all’interno del nostro sito internet.

  1. Andiamo sulla piattaforma “Tag Manager
  2. Diamo un nome all’Account
  3. Diamo un nome al “contenitore” dei Tag
  4. Decidiamo quale sarà l’uso di questo “codice di monitoraggio” scegliendo fra:
    1. Sito Web
    2. iOS
    3. Android
  5. Clicchiamo su Crea
  6. Accettiamo i termini di servizio di Google Tag Manager
  7. Installiamo su ogni pagina da monitorare il codice creato con la piattaforma immediatamente nel codice sorgente dopo il tag di apertura <body>

Da questa prima analisi sembrerebbe che le due opzioni(tag manager o implementazione “html”) siano uguali e necessitano un’implementazione capillare “a mano” su tutte le pagine del sito. Ma allora qual’è il vantaggio di questo servizio di Google? Con il sistema di Google potremo, anche in seguito, inserire nuovi “tag” di monitoraggio in modo automatico (esempio il remarketing di Adword, tag delle conversioni etc.) direttamente da questa piattaforma.

Tag Manager di Google Analytics

Tag Manager di Google Analytics